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Chi deve scegliere il colore delle pareti?

Dopo tanti articoli sui fotomurali, adesso vorrei proporti qualche pensiero sugli alleati ( e non nemici) dei fotomurali.

Ci sono cascato di nuovo! Ho scritto fotomurali. Scusa!

Ricominciamo. Una delle scelte più difficili in una casa è la scelta del colore. Internet, amici, parenti, riviste di arredamento e tante altre fonti ci propongono immagini che sembrano fantastiche.

La realtà purtroppo è di altro avviso  e compete con situazioni più ampie e curiose.

Quindi, alla domanda : chi deve scegliere il colore delle pareti?

Tu che risposta daresti?

  1. Il cliente. E’ ovvio che essendo il proprietario della casa, ha più voce in capitolo. Ma avere proprietà  e disponibilità economiche non offre automaticamente le competenze. E’ vero che si tratta di un colore… ma ricorda che è tra le prime cose che noterai entrando in casa e sarà lo sfondo per valorizzare i tuoi arredi.
  2. L’architetto. La figura dell’architetto divide in due il mondo dell’edilizia. Qualunque sia stata l’esperienza che hai vissuto, non dimenticare che l’architetto ha studiato ed esercita una professione che privilegia il bello e l’armonia. Non è insolito scoprire accostamenti cromatici a cui non avresti mai pensato.
  3. Il Pittore. In qualità di esecutore dei lavori, ha a disposizione l’esperienza lavorativa. Oltre a suggerire di fare dei provini di colore per vedere l’effetto sull’intera superficie, potrà consigliare l’intensità del colore in funzione della luce presente in casa. Non sarebbe male chiedere un parere sulla qualità dei materiali. Essendo sul campo ogni giorno, il pittore saprà indicarti se il prodotto è lavabile, ritoccabile, traspirante e ti illustrerà i vantaggi e gli svantaggi.
  4. Il rivenditore. La sua posizione è privilegiata, in quanto molti non scelgono l’architetto, altri non chiamano un pittore, ma da qualche parte questo colore si deve comprare. Se il rivenditore è di fiducia e ha dato prova di essere altamente preparato , allora è una risorsa a tuo vantaggio. L’unica limitazione è data dal fatto che non sarà in cantiere, per cui saranno consigli utili, ma da “banco”.
  5.   Il muratore. Forse ti stai chiedendo cosa c’entra. Ebbene, devi sapere che è il primo in assoluto ad iniziare i lavori in loco. Non è difficile dispensare consigli su piastrelle, infissi, caldaie e … colore delle pareti. Il tutto supportato da foto contenute nel proprio dispositivo elettronico. La realtà di ogni cantiere è che si fanno tanti e tanti cambiamenti in corso d’opera. Figuriamoci se la tempistica dell’argomento sia consona al momento. Discorso diverso per gli esterni, dove non solo il muratore potrà utilizzare pitture antiumido, ma anche le malte necessarie. Un suo consiglio e la sua esperienza è fondamentale.

Lo sai che dopo aver scritto questi 5 punti, non sò più chi deve scegliere il colore delle pareti?

Forse è il caso di trovare una sana collaborazione!

Quasi quasi … metto un fotomurale!

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Come rinnovare le pareti con i fotomurali

Rinnovare le pareti è indice di pulizia, di moda, di cambiamento , di ristrutturazione e di altri mille motivi. Il pensiero corre veloce alla classica tinteggiatura con una buona pittura. Non è una cattiva idea, anzi in poco tempo la parete assume un altro aspetto e di conseguenza l’intera casa.

Ci sono tante alternative alla semplice pittura: prodotti decorativi, rivestimenti, pietra, legno e carta da parati. Mentre immagini come possa trasformarsi l’ambiente … aggiungi l’idea che un fotomurale non solo rinnova, ma riesce a stupire chiunque lo osservi!

Per un momento immagina il fotomurale nella parete della testiera del letto, oppure dietro il divano, in cucina o nello studio! Oltre all’abitazione, immagina l’effetto in una sala d’aspetto, dietro la scrivania di uno studio professionale o in un negozio!

Posso aiutarti ad immaginare? Guarda questi fotomurali e le ambientazioni, sono sicuro che qualche idea inizierà a farsi strada.

 

 

Le soluzioni proposte fanno parte della collezione presente su Ideacolor.

Curiosare nel sito è estremamente semplice e divertente.

Cosa aspetti per rinnovare casa?

L’idea giusta? L’hai trovata … su Ideacolor!

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Home Staging ITALIA dice STOP alla lunga vita dei cartelli Vendesi e Affittasi!

Sono certo che anche tu avrai notato un invasione di cartelli VENDESI e AFFITTASI che “arredano” le nostre città. Ad alcuni ci affezioniamo, visto che sono li da tempo e altri mettono su famiglia in quanto si moltiplicano nello stesso stabile.

Questi cartelli rimangono più del dovuto per mancanza di soldi o per mancanza di cura nel presentare l’immobile? Credo che la seconda opzione purtroppo corrisponde ad una triste realtà. Una “visita” sia essa reale o virtuale , dove si evince presenza di muffa, umidità, stato di abbandono e sentore di spese folli per rendere vivibile la casa … è una visita che allontana i potenziali clienti!

La soluzione più ovvia potrebbe essere quella di ristrutturare , ma difficilmente si può recuperare in tempi brevi l’investimento affrontato. Forse si decide di vendere proprio per ottenere liquidità economica, per cui spesso questa soluzione non trova riscontro positivo.

Meno male che ci sono professionisti che riescono a tenere in equilibrio l’aspetto economico ed estetico. Ti parlo degli home stager. Li conosci? Ebbene, io ho avuto il piacere di osservare il loro operato, le loro idee e la loro preparazione.

Seguimi in questa intervista all’Architetto & Home Stager Loredana Catena di Home Staging ITALIA, una realtà a livello nazionale con un team di tutto rispetto.

  • Quanto costa affidarsi a un home stager?

Non trattandosi di una ristrutturazione il prezzo è sempre molto contenuto e non supera quasi mai l’1% del valore di mercato della casa ed è meno di un ribasso del prezzo di vendita.

  • Visto che per la vendita ho dato incarico ad agenzia immobiliare, posso contattarvi?

Certo, Home Staging ITALIA si pone come ponte di congiunzione tra privato e mediatore e propone immobili di facile commercializzazione. Valorizziamo gli immobili per poi essere venduti, affittati o trasformati in strutture micro-ricettive (B&B, affittacamere e casa vacanze).

  • Possiamo trovare un accordo , tipo che vi pago a vendita effettuata?

Le modalità possono essere diverse, tutte però con il l’anticipo delle spese di ritinteggiatura, pulizia immobile e di un acconto sulla progettazione/allestimento.

Per i nuovi mobili e accessori chiediamo un affitto.

Il nostro compenso (allestimento, fotografia professionale, post produzione della fotografia, commercializzazione dell’immagine della casa) in casi particolari potremmo percepirlo anche vendita avvenuta.

  • Ho visto che siete in tutta Italia, ma io posso scegliere l’home stager ?

Gli stagers all’interno della rete sono tutti selezionati professionisti che garantiscono una elevata qualità.

La rete è diffusa su tutto il territorio con responsabili regionali, che gestiscono alcuni degli aspetti organizzativi e di marketing, e coordinano i responsabili provinciali.

Chi è interessato all’home staging può rivolgersi direttamente a Home Staging Italia che provvederà a metterlo in contatto con il professionista competente sul territorio.

  • In che maniera lavorate a distanza?

Abbiamo delle linee guida, usiamo tutti i mezzi tecnologici a disposizione ed ogni stager rimane autonomo nell’organizzazione pratica del lavoro avendo comunque un continuo supporto da parte di tutta la rete.

  • Che succede se l’allestimento proposto non dovesse risultare di mio gradimento?

L’allestimento non deve essere di gradimento del proprietario, ma deve essere il più impersonale possibile. Deve piacere al maggior numero di acquirenti ed essere d’effetto e d’impatto.

  • Quali sono gli interventi che suggerite di frequente?

Consigliamo sempre ordine, pulizia ed in caso di necessità una nuova tinteggiatura dell’immobile e suggeriamo di eliminare gli oggetti troppo personali.

Prima di qualsiasi intervento per avere case vincenti, studiamo il mercato di riferimento e rendiamo le case attrattive in base al target a cui ci rivolgiamo .

Inoltre selezioniamo e trasformiamo proprietà ferme sul mercato in fonti di reddito interessanti per gli investitori immobiliari convertendole in affittacamere, casa vacanze e B&B.

  • Potete fare una stima del valore della casa?

No, ci sono figure preposta per questo tipo di lavoro.

  • Posso affidarmi solo a voi per vendere o affittare il mio immobile?

Noi siamo professionisti che preparano l’immobile per la vendita o l’affitto, poi ci sono altri professionisti preposti alla vendita e sarà il privato stesso a scegliere a quale affidarsi, potrà vendere da privato oppure tramite agenzie immobiliari. Il nostro consiglio è sempre quello di valutare bene anche questo aspetto e di scegliere sempre professionisti che sappiamo fare il loro lavoro al meglio.

  • In sintesi , perché Home Staging ITALIA?

Perché racchiude, in una sola figura, professionisti completi, come architetti, ingegneri e geometra e non solo, che pur mantenendo la loro identità collaborano attivamente in una rete operativa su tutto il territorio nazionale e sono in grado di gestire il cliente a 360° dando la possibilità di usufruire dei servizi e della professionalità di tutti.

Collaborazione è il segreto del successo!

 

Dalle risposte penso che sia evidente, innanzi tutto,  una volontà che và oltre la professione, la chiamerei passione .

Non volevo dirtelo prima, ma è giusto che anche tu sappia che la maggioranza degli home stager sono architetti. Una preparazione professionale al tuo servizio a cui aggiungere i corsi specifici per questo lavoro!

prima home staging
Foto PRIMA dell’intervento Home Staging ITALIA 

 

dopo   home staging
Foto DOPO l’intervento Home Staging ITALIA

In conclusione, se aspetti ospiti a casa, ti adoperi affinché ogni cosa sia al posto giusto. Se devi vendere l’auto come minimo la lavi e sistemi qualcosa che non va. Se hai una cerimonia vai dall’estetista, per essere al top. E per la casa? Non vuoi chiamare un home stager? Un piccolo contributo in cambio di una vendita rapida ! Io ci penserei seriamente!

 

Grazie per l’intervista rilasciata dall’Arch. Loredana CATENA

In collaborazione con Home Staging ITALIA

 

Foto concessa da Home Staging ITALIA

Oggetto delle foto: Appartamento centro storico a Viterbo , quartiere San Pellegrino.

Realizzazione : Loredana Catena, Angela Paniccia, Davide Fogazza e Marco Palmieri.

 

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Tinteggiatura – come proteggere i pavimenti


 

 

coprire i pavimenti

 

L’euforia e’ alta quando si pensa di effettuare lavori di tinteggiatura.

Non si vede l’ora di gustare il cambiamento cromatico e subito si apre la latta per dare una pennellata sul muro.

 Bastano pochi istanti per renderci conto che il colore non e’ solo sul muro … ma anche sul pavimento.

 E’ fondamentale coprire bene i pavimenti e gli arredi PRIMA di iniziare i lavori di tinteggiatura.

 Quali materiali utilizzare?

  • Cartone sottile. E’ l’ideale per coprire pavimenti. Il costo e’ modesto e lo trovate in rotoli da circa 50 m.
  • Cartone ondulato. Di solito lo si usa per il parquet, in quanto e’ piu’ spesso, avendo l’accortezza di posizionare la parte ondulata in vista. Ideale anche per marmi appena lucidati. Il costo e’ superiore, ma sembra l’unico per i pavimenti su indicati in quanto hanno bisogno di traspirabilita’.
  • Plastica rigida. Si puo’ acquistare a metro o a peso. E’ molto pratica in quanto si puo’ pulire meglio , ad esempio se c’e’ molta polvere permette anche di essere lavata. I costi sono maggiori.
  • Plastica sottile. E’ la più comune ed economica, ideale solo per lavori molto rapidi, forse solo per ritocchi. Il costo e’ bassissimo, ma anche la qualita’. Difficile da posizionare e facile da strapparsi.

Quali sono i metodi?

  • Copertura parziale. Si risparmia tempo e soldi. Ma e’ un risparmio all’apparenza, in quanto non si raggiunge lo scopo della copertura dei pavimenti. Infatti alcune gocce possono sconfinare l’area di copertura e altre essendo concentrate in qualche metro di cartone, ci metteremo le scarpe sopra e lasceremo impronte colorate.
  • Copertura totale. Il tempo si perde all’inizio, e tale lavoro si svolge prima di entrare il colore. In questo caso si stendono i cartoni per tutto il pavimento, unendoli con nastro di carta. Non deve rimanere un solo centimetro scoperto. Inoltre, anche il battiscopa verra’ ricoperto di nastro non solo nella parte superiore , ma in tutta la superficie. Cosi’ si evita di dare qualche pennellata oltre il nastro.

 

Come coprire i pavimenti, cartone, plastica
Le scale meritano un adeguata copertura per evitare incidenti sul lavoro. La copertura riguarda ogni singolo scalino .

 

 

Porte interne, ducotone, copertura prima di tinteggiare
Coprire le porte prima di tinteggiare e’ indispensabile per un lavoro pulito e professionale.

 

Come si evince dalla foto, si possono coprire anche le scale operando in totale sicurezza.

 Non dimenticare che:

  • Coprire bene i pavimenti vi fara’ risparmiare tempo e soldi.
  • Superfici come il cotto, il parquet, ceramica ruvida NON si puliscono facilmente.
  • Pulire “grattando” con la spatola puo’ formare graffi sul pavimento
  • Se coprite…scoprite che ne e’ valsa la pena!

 

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Foto in evidenza: tutorcasa.it

Foto copertura scala e porte: www.ideacolor.it

 

 

 

 

 

 

 

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Polistof

Il Polistof , materiale di pregio per finiture di interni, rappresenta un prodotto di punta per un ambiente raffinato ed elegante.

Non a caso e’ un prodotto proposto da architetti attenti alle esigenze e ai gusti di chi abita soprattutto in grandi centri urbani, infatti in questi contesti si predilige la pittura opaca, morbida al tatto e non appariscente. Per chi vuole coniugare il tutto con qualche riflesso di luce lo puo’ fare aggiungendo L50 col. 301 (brillantini da aggiungere al polistof).

Di seguito alcune foto:

Ricoh Company Ltd.

Ricoh Company Ltd.

Questi sono solo alcuni esempi di effetto tessuto polistof. Inutile dire che chiunque vede per la prima volta questo materiale non resiste alla tentazione di toccarlo. Non vi preoccupate, perche’ non si sporca, non si vedono impronte  e infine ricordate che e’ lavabile.

Il primo lavoro effettuato da Ideacolor e’ stato a Catania nel 2004, in un ristorante del centro.

La particolarita’: primo lavoro effettuato a Catania con tale prodotto, fornito da Fassari srl, rivenditore di colore, prodotti decorativi e carta da parati.

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I ricordi della carta da parati PARTE 3/3

I ricordi della carta da parati       PARTE 3/3

Il colpo di scena si consuma proprio in una delle tante vetrine del centro commerciale, ……dello stesso centro  commerciale , che ci ha fatto respirare gli odori dei colori a noi sconosciuti, che ci ha reso insegnanti e artisti degli abbinamenti.

Improvvisamente ci colpisce una pittura davvero particolare.

Non sappiamo spiegarla, anche se ci siamo fatti una cultura dell’intero colorario, questa parete ha qualcosa di diverso. Ai nostri occhi appare una serie di strisce colorate in orizzontale, di colore fucsia, verde e azzurro, ma con una precisione nei contorni del colore davvero impressionante. Non c’e’ la minima traccia di sbavatura, eppure il pittore ci spiegava che a volte il nastro di carta non garantisce la perfezione nei contrasti di colore. C’e’ qualcosa di misterioso ma allo stesso tempo familiare in quella parete colorata, molto bella e vivace.

Questo si che e’ moderno allo stato puro , sia nella forma che nel colore.

Ma lo shopping ha le sue priorità, per cui via per altri negozi, dove tra offerte, saldi e sconti l’attenzione viene catturata da una parete posizionata dietro la cassa e con estrema precisione contiene 3 enormi cerchi in rilievo di effetto lucido, di piccolo spessore ma con un grande diametro .  L’ammirazione e’ superlativa di fronte a tale perfezione.

Chissà se il mio pittore e’ in grado di fare questo.

Il pensiero va a Giotto che di cerchi se ne intendeva, ma tale precisione e’ invidiabile.

Quasi dimenticando che nei negozi si va per fare spese o per essere aggiornati sulle ultime tendenze in fatto di moda , la curiosità diventa sempre piu’ forte, si la curiosità di vedere altre pitture particolari.

Stando fermi all’ingresso, in linea con la vetrina , nel negozio successivo si scorge uno sfondo nero con disegni colore argento, posti in un una piccola parete che sembra sospesa nel nulla in quanto ancorata con cavi d’acciaio dall’alto.

Subito ci affacciamo al negozio successivo per scoprire 2 pareti con un motivo ricorrente nelle carte da parati degli anni 70, e inizia a venirci un inquietante sospetto,…… sembra di essere inseguiti dallo spettro della carta da parati di casa nostra che si camuffa , si mimetizza, ma che e’ sempre di fronte a noi. Ma e’ un sospetto, chiaramente, non abbiamo le prove, perché non c’e polvere nei muri, non ci sono giunture, non c’e carta strappata, quindi concludiamo che e’ pittura che imita la carta.

Qualcosa cambia nel respiro, i battiti del cuore sono aumentati e non sappiamo se e’ per via della affannosa ricerca di vedere e capire o se e’ perché  inconsciamente cerchiamo qualcosa di smarrito. Ma e’ proprio sul rafforzamento della nostra convinzione che cade il nostro alibi, in quanto un gigantesco fiore damascato di colore nero troneggia unico e solo in una parete che gli fa da sfondo il bianco. Tale vista ci toglie quasi il respiro . Quel fiore e’ enorme.  E’ come se avesse inghiottito tutti i fiori della carta del salone che abbiamo staccato, sembra che ha 2 occhi, che ci fissano, quasi indispettiti, ma commossi di averci rivisto, perché il suo posto e’ pur sempre tra gli umani. Ma rivederci, e’ come una missione compiuta, un desiderio che vale tanto, una ricompensa per essersi venduto per stare li impalato ad osservare e adesso dopo migliaia di sguardi, incrociare i nostri occhi. In effetti si chiede se dopo tanti anni lo riconosci, dopo che ti ha protetto e condiviso per tanti momenti.

Sembra un superstite di una catastrofe, che si e’ sentito abbandonato, stavolta non solo gli abbiamo girato le spalle , ma lo abbiamo anche calunniato e indicato come nemico delle nostre case.

Eppure e’ vivo, si quel fiore nonostante le intemperie si e’ adattato , modificato e proposto nuovamente con classe, ma stavolta ha preferito sfruttare il businnes e mettersi in mostra nei migliori negozi, passando dalle eleganti consulenze degli architetti e dalle proposte degli interior design, al posto del pittore che lo transitava da una casa all’altra stipato in una pagina di un campionario , numerato e schedato come un prigioniero, avvilito dai commenti a volte superficiali e offensivi di chi li sfogliava velocemente o dettato solo dal risparmio.

L’emozione e’ grande, il rimorso lo avevamo attenuato, ma qualcosa ci mancava, il calore e la perfezione  della carta da parati.

E’ proprio vero che le cose si apprezzano quando mancano, e così con un tuffo al cuore misto ai ricordi di gioventù chiamiamo il pittore, che purtroppo non aveva potuto lasciare nessuna traccia sui muri candidi e adesso con la carta , diamo pure a lui una seconda possibilità; visto che può ripetere il gesto che compì G.M.  indicando con grande onore  il suo nome M.M , si la seconda generazione, il figlio che tra il rispetto del padre che mise la stoffa e l’amore per le novità si era prestato a tale crudele operazione.

La sensazione e’ straordinaria, ogni cosa sembra essersi messa al suo posto: il cliente e’ contento e si e’ reso conto che i suoi figli non staccano la carta in quanto giocano con playstation  e chattano con Iphone di ultima generazione, G.M e’ stato  ricordato come un grande maestro  e M.M  ha toccato con mano che ogni cosa e’ moda, ogni cosa ha il suo corso, ogni cosa e’ dettata dalla pubblicita’, ma la serieta’, l’impegno, il rispetto dura per sempre.

By Max  (Ideacolor)

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I ricordi della carta da parati PARTE 1

I ricordi della carta da parati PARTE 1/3

Non e’ facile trovare qualcuno che non abbia mai visto una stanza o una parete rivestita con carta da parati. Forse, la nostra visione va’ alle nostra infanzia, dove nelle nostre camerette rivestite con la carta, con tanto impegno ci siamo cimentati a scrivere il nostro nome , o i nostri graffiti e per ultimo abbiamo iniziato a staccarne pezzetti , con conseguente rimproveri da parte di mamma e papà.

Tra l’altro, nella “stanza intoccabile” , il salone , regnava un fiore damascato che si ripeteva all’infinito, come ad ipnotizzare e avvolgere l,ospite in un reame diverso dalla realtà , pieno di stucchi decorati, rosoni, lampadari di cristalli, cordoncini, tende e tanta, tanta, ma tanta carta da parati con il senso di immortalità. E forse e’ stato proprio quest’ultimo elemento a scatenare nel piccolo divenuto grande ….. la grandissima voglia di cambiamento , quella iniziata nella propria cameretta, ovvero avere una casa senza carta nella maniera più assoluta.

Chissà se inconsciamente e’ stata una vendetta , perché mentre la carta rivestiva le case , noi venivamo spogliati dalla libertà di toccare i muri, di appoggiare i giocattoli o addirittura di accendere l’interruttore della luce se non c’era quella mascherina di plastica : il salva carta, talvolta anche visibile al buio.

Così la voglia di libertà, di cambiamento, di segnare anche noi un epoca diversa ci ha indotti allo sterminio della carta da parati considerandola antiquata, patriarcale (perché c’era anche dalla nonna materna e anche da quella paterna, dalla zia, dalla cugina, ecc) obsoleta, nemica della respirazione dei muri , raccoglitore di polvere, con le giunture che si staccano, che tiene i quadri prigionieri, in quanto se li sposti, rimane il rettangolo più chiaro, e via dicendo.

E se questo processo lo ha subito la carta, sia essa vinilica, inglese, a spessore, provate a immaginare la triste fine della stoffa.

Sovrana incontrastata dei migliori saloni e di interi appartamenti di famiglie abbienti, adesso andava al più presto rimossa. Il momento e’ della massima importanza, perché se quella stoffa potesse parlare, chissà quali persone ha visto che gli hanno dato le spalle, ma nel contempo anche il viso e i sorrisi e i convenevoli insieme ad un fugace sguardo, o una profonda ammirazione di tale tessuto. Chissà quanti discorsi hanno confezionato queste pareti e quante donne hanno toccato il tessuto per valutare la preziosità e l’eleganza di quell’effetto, che tra invidia e stupore hanno pensato di imitare.

Ma adesso si sente il tonfo di una scala appoggiata a terra, i mobili vengono trascinati con la forza e in breve tempo viene strappato il primo foglio con violenza e precisione, ma in effetti rimane uno strato ben appiccicato al muro, come se una parte di tante eleganza volesse rimanere ancora li perché sapete , dopo decenni ci si affeziona agli umani, ma ecco che si sente un altro strappo e ancora un altro e in breve tempo la stanza e’ svestita ma nello stesso tempo rivestita da uno strato beige-giallastro, uniforme, come se fosse una seconda pelle. Sembra quasi una sorpresa per i proprietari che la stoffa non si tolga con tanta facilità, ma non riescono a tradurre quest’ultimo accorato appello alla pietà.

Improvvisamente piove acqua sul muro e quel colore diventa sempre più giallo, più scuro. Non sono lacrime, anche se il momento e’ triste, ma e’ un artigiano che con un pennello bagna ripetutamente con acqua le pareti e infine, dopo aver atteso un po’ di tempo annienta la stoffa o quel che ne rimane con una spatola che con colpi precisi e regolari cade a terra , volteggiando fino al pavimento, dove viene calpestata e infine raccolta senza degna sepoltura .

Finalmente liberi………….e a seguire i commenti dei proprietari: questa stanza sembra più grande, ma com’e’ luminosa.

Le parole sorprese dei parenti che assistono saltuariamente a lavori: ma sembra un’altra casa, anche io devo fare la stessa cosa.

Ma dopo aver spento i riflettori sulla riscoperta dei muri , che grazie a Dio stanno bene, respirano e non erano pieni di umidità come sostenevano vari esperti, si inizia a vagliare come in una scena del crimine alcune cicatrici dell’intonaco. Si, adesso si vede di tutto, piccole fessure di assestamento, buchi nei muri, screpolature dell’intonaco, ondulazioni vistose. E la sera con il buio, con il faro alogeno su treppiede che ha lasciato il pittore queste anomalie diventano inquietanti, tanto da far venire il rimorso di tale operazione che doveva essere liberatoria, ma adesso ci sta confezionando un incubo che si incupisce sempre più con il calare della notte. Iniziano le consultazioni familiari: caro, ma si vedranno questi buchi con la pittura? Le fessure di assestamento si riapriranno? E tutte quelle ondulazioni, spariranno? E così inizia l’interrogatorio più lungo della nostra vita sulle pareti di casa, il mondo attorno a noi, il gossip, le notizie, il nostro lavoro non conta più e in preda a una nuova visione di problemi che sono subentrati a casa nostra o meglio che si nascondevano a casa nostra , e che adesso si devono eliminare al più presto.

La soluzione migliore e’ attendere l’arrivo del pittore domani alle 8.00

(continua……..)  la parte 2/3 sara’ pubblicata il 13 Novembre 2010