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Polistof

Il Polistof , materiale di pregio per finiture di interni, rappresenta un prodotto di punta per un ambiente raffinato ed elegante.

Non a caso e’ un prodotto proposto da architetti attenti alle esigenze e ai gusti di chi abita soprattutto in grandi centri urbani, infatti in questi contesti si predilige la pittura opaca, morbida al tatto e non appariscente. Per chi vuole coniugare il tutto con qualche riflesso di luce lo puo’ fare aggiungendo L50 col. 301 (brillantini da aggiungere al polistof).

Di seguito alcune foto:

Ricoh Company Ltd.

Ricoh Company Ltd.

Questi sono solo alcuni esempi di effetto tessuto polistof. Inutile dire che chiunque vede per la prima volta questo materiale non resiste alla tentazione di toccarlo. Non vi preoccupate, perche’ non si sporca, non si vedono impronte  e infine ricordate che e’ lavabile.

Il primo lavoro effettuato da Ideacolor e’ stato a Catania nel 2004, in un ristorante del centro.

La particolarita’: primo lavoro effettuato a Catania con tale prodotto, fornito da Fassari srl, rivenditore di colore, prodotti decorativi e carta da parati.

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Scrivania in cartongesso

Nei lavori in cartongesso non esiste limite alla fantasia.

Ricoh Company Ltd.
www.ideacolor.it

A volte puo’ essere creativa ed estrosa , ma spesso puo’ rendere un utile servizio al cliente.

Il progetto tiene conto degli spazi a disposizione e di tanti dettagli concordati con il cliente:

  • altezza del tavolo,
  • ampiezza,
  • profondita’ delle mensole
  • capienza.

Non solo, come si vede nelle foto sono stati predisposti fori e passaggi  per:

  • computer,
  • radio
  • casse acustiche.
  • lampada

    Ricoh Company Ltd.
    www.ideacolor.it

 

Ricoh Company Ltd.
www.ideacolor.it

La resistenza e’ garantita da un fissaggio sicuro su tramezzo in cartongesso con orditura verticale, sulla quale si incrociano i montanti del tavolo e delle mensole, con struttura portante in orizzontale.

Ricoh Company Ltd.
www.ideacolor.it

Inoltre per evitare che si possano rompere gli spigoli con urti , il tutto e’ stato rinforzato con paraspigoli zincati nascosti dallo stucco e colore.

Abbiamo percorso all’indietro alcune fasi salienti del lavoro, per dimostrare la solidita’ del cartongesso e la versatilita’. Per la durata nei vari lavaggi delle superfici piane e’ indicato uno strato di plexiglass o vetro, o un rivestimento in legno, che ne garantisce  resistenza e bellezza.

Infine alle spalle della scrivania, proprio di fronte all’ingresso, sono state realizzate delle nicchie a scopo estetico, sfruttando spazi ridottissimi.

Ricoh Company Ltd.
www.ideacolor.it

Come avete notato , e’ stato inserito nella parte alta il vetro mattone trasparente.

Il tutto su un tramezzo in cartongesso!!!!

Dimenticavo,….. dove avete visto il telaio della porta, quello e’ di tipo scrigno, con porta scorrevole dentro il tramezzo in cartongesso.

Un concentrato di idee, di soluzioni, di creativita’ e funzionalita’.

Un grazie al cartongesso e al cliente che si e’ fidato dei sistemi costruttivi a secco e delle proposte progettuali che adesso sono realta’.

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I ricordi della carta da parati PARTE 3/3

I ricordi della carta da parati       PARTE 3/3

Il colpo di scena si consuma proprio in una delle tante vetrine del centro commerciale, ……dello stesso centro  commerciale , che ci ha fatto respirare gli odori dei colori a noi sconosciuti, che ci ha reso insegnanti e artisti degli abbinamenti.

Improvvisamente ci colpisce una pittura davvero particolare.

Non sappiamo spiegarla, anche se ci siamo fatti una cultura dell’intero colorario, questa parete ha qualcosa di diverso. Ai nostri occhi appare una serie di strisce colorate in orizzontale, di colore fucsia, verde e azzurro, ma con una precisione nei contorni del colore davvero impressionante. Non c’e’ la minima traccia di sbavatura, eppure il pittore ci spiegava che a volte il nastro di carta non garantisce la perfezione nei contrasti di colore. C’e’ qualcosa di misterioso ma allo stesso tempo familiare in quella parete colorata, molto bella e vivace.

Questo si che e’ moderno allo stato puro , sia nella forma che nel colore.

Ma lo shopping ha le sue priorità, per cui via per altri negozi, dove tra offerte, saldi e sconti l’attenzione viene catturata da una parete posizionata dietro la cassa e con estrema precisione contiene 3 enormi cerchi in rilievo di effetto lucido, di piccolo spessore ma con un grande diametro .  L’ammirazione e’ superlativa di fronte a tale perfezione.

Chissà se il mio pittore e’ in grado di fare questo.

Il pensiero va a Giotto che di cerchi se ne intendeva, ma tale precisione e’ invidiabile.

Quasi dimenticando che nei negozi si va per fare spese o per essere aggiornati sulle ultime tendenze in fatto di moda , la curiosità diventa sempre piu’ forte, si la curiosità di vedere altre pitture particolari.

Stando fermi all’ingresso, in linea con la vetrina , nel negozio successivo si scorge uno sfondo nero con disegni colore argento, posti in un una piccola parete che sembra sospesa nel nulla in quanto ancorata con cavi d’acciaio dall’alto.

Subito ci affacciamo al negozio successivo per scoprire 2 pareti con un motivo ricorrente nelle carte da parati degli anni 70, e inizia a venirci un inquietante sospetto,…… sembra di essere inseguiti dallo spettro della carta da parati di casa nostra che si camuffa , si mimetizza, ma che e’ sempre di fronte a noi. Ma e’ un sospetto, chiaramente, non abbiamo le prove, perché non c’e polvere nei muri, non ci sono giunture, non c’e carta strappata, quindi concludiamo che e’ pittura che imita la carta.

Qualcosa cambia nel respiro, i battiti del cuore sono aumentati e non sappiamo se e’ per via della affannosa ricerca di vedere e capire o se e’ perché  inconsciamente cerchiamo qualcosa di smarrito. Ma e’ proprio sul rafforzamento della nostra convinzione che cade il nostro alibi, in quanto un gigantesco fiore damascato di colore nero troneggia unico e solo in una parete che gli fa da sfondo il bianco. Tale vista ci toglie quasi il respiro . Quel fiore e’ enorme.  E’ come se avesse inghiottito tutti i fiori della carta del salone che abbiamo staccato, sembra che ha 2 occhi, che ci fissano, quasi indispettiti, ma commossi di averci rivisto, perché il suo posto e’ pur sempre tra gli umani. Ma rivederci, e’ come una missione compiuta, un desiderio che vale tanto, una ricompensa per essersi venduto per stare li impalato ad osservare e adesso dopo migliaia di sguardi, incrociare i nostri occhi. In effetti si chiede se dopo tanti anni lo riconosci, dopo che ti ha protetto e condiviso per tanti momenti.

Sembra un superstite di una catastrofe, che si e’ sentito abbandonato, stavolta non solo gli abbiamo girato le spalle , ma lo abbiamo anche calunniato e indicato come nemico delle nostre case.

Eppure e’ vivo, si quel fiore nonostante le intemperie si e’ adattato , modificato e proposto nuovamente con classe, ma stavolta ha preferito sfruttare il businnes e mettersi in mostra nei migliori negozi, passando dalle eleganti consulenze degli architetti e dalle proposte degli interior design, al posto del pittore che lo transitava da una casa all’altra stipato in una pagina di un campionario , numerato e schedato come un prigioniero, avvilito dai commenti a volte superficiali e offensivi di chi li sfogliava velocemente o dettato solo dal risparmio.

L’emozione e’ grande, il rimorso lo avevamo attenuato, ma qualcosa ci mancava, il calore e la perfezione  della carta da parati.

E’ proprio vero che le cose si apprezzano quando mancano, e così con un tuffo al cuore misto ai ricordi di gioventù chiamiamo il pittore, che purtroppo non aveva potuto lasciare nessuna traccia sui muri candidi e adesso con la carta , diamo pure a lui una seconda possibilità; visto che può ripetere il gesto che compì G.M.  indicando con grande onore  il suo nome M.M , si la seconda generazione, il figlio che tra il rispetto del padre che mise la stoffa e l’amore per le novità si era prestato a tale crudele operazione.

La sensazione e’ straordinaria, ogni cosa sembra essersi messa al suo posto: il cliente e’ contento e si e’ reso conto che i suoi figli non staccano la carta in quanto giocano con playstation  e chattano con Iphone di ultima generazione, G.M e’ stato  ricordato come un grande maestro  e M.M  ha toccato con mano che ogni cosa e’ moda, ogni cosa ha il suo corso, ogni cosa e’ dettata dalla pubblicita’, ma la serieta’, l’impegno, il rispetto dura per sempre.

By Max  (Ideacolor)

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I ricordi della carta da parati PARTE 1

I ricordi della carta da parati PARTE 1/3

Non e’ facile trovare qualcuno che non abbia mai visto una stanza o una parete rivestita con carta da parati. Forse, la nostra visione va’ alle nostra infanzia, dove nelle nostre camerette rivestite con la carta, con tanto impegno ci siamo cimentati a scrivere il nostro nome , o i nostri graffiti e per ultimo abbiamo iniziato a staccarne pezzetti , con conseguente rimproveri da parte di mamma e papà.

Tra l’altro, nella “stanza intoccabile” , il salone , regnava un fiore damascato che si ripeteva all’infinito, come ad ipnotizzare e avvolgere l,ospite in un reame diverso dalla realtà , pieno di stucchi decorati, rosoni, lampadari di cristalli, cordoncini, tende e tanta, tanta, ma tanta carta da parati con il senso di immortalità. E forse e’ stato proprio quest’ultimo elemento a scatenare nel piccolo divenuto grande ….. la grandissima voglia di cambiamento , quella iniziata nella propria cameretta, ovvero avere una casa senza carta nella maniera più assoluta.

Chissà se inconsciamente e’ stata una vendetta , perché mentre la carta rivestiva le case , noi venivamo spogliati dalla libertà di toccare i muri, di appoggiare i giocattoli o addirittura di accendere l’interruttore della luce se non c’era quella mascherina di plastica : il salva carta, talvolta anche visibile al buio.

Così la voglia di libertà, di cambiamento, di segnare anche noi un epoca diversa ci ha indotti allo sterminio della carta da parati considerandola antiquata, patriarcale (perché c’era anche dalla nonna materna e anche da quella paterna, dalla zia, dalla cugina, ecc) obsoleta, nemica della respirazione dei muri , raccoglitore di polvere, con le giunture che si staccano, che tiene i quadri prigionieri, in quanto se li sposti, rimane il rettangolo più chiaro, e via dicendo.

E se questo processo lo ha subito la carta, sia essa vinilica, inglese, a spessore, provate a immaginare la triste fine della stoffa.

Sovrana incontrastata dei migliori saloni e di interi appartamenti di famiglie abbienti, adesso andava al più presto rimossa. Il momento e’ della massima importanza, perché se quella stoffa potesse parlare, chissà quali persone ha visto che gli hanno dato le spalle, ma nel contempo anche il viso e i sorrisi e i convenevoli insieme ad un fugace sguardo, o una profonda ammirazione di tale tessuto. Chissà quanti discorsi hanno confezionato queste pareti e quante donne hanno toccato il tessuto per valutare la preziosità e l’eleganza di quell’effetto, che tra invidia e stupore hanno pensato di imitare.

Ma adesso si sente il tonfo di una scala appoggiata a terra, i mobili vengono trascinati con la forza e in breve tempo viene strappato il primo foglio con violenza e precisione, ma in effetti rimane uno strato ben appiccicato al muro, come se una parte di tante eleganza volesse rimanere ancora li perché sapete , dopo decenni ci si affeziona agli umani, ma ecco che si sente un altro strappo e ancora un altro e in breve tempo la stanza e’ svestita ma nello stesso tempo rivestita da uno strato beige-giallastro, uniforme, come se fosse una seconda pelle. Sembra quasi una sorpresa per i proprietari che la stoffa non si tolga con tanta facilità, ma non riescono a tradurre quest’ultimo accorato appello alla pietà.

Improvvisamente piove acqua sul muro e quel colore diventa sempre più giallo, più scuro. Non sono lacrime, anche se il momento e’ triste, ma e’ un artigiano che con un pennello bagna ripetutamente con acqua le pareti e infine, dopo aver atteso un po’ di tempo annienta la stoffa o quel che ne rimane con una spatola che con colpi precisi e regolari cade a terra , volteggiando fino al pavimento, dove viene calpestata e infine raccolta senza degna sepoltura .

Finalmente liberi………….e a seguire i commenti dei proprietari: questa stanza sembra più grande, ma com’e’ luminosa.

Le parole sorprese dei parenti che assistono saltuariamente a lavori: ma sembra un’altra casa, anche io devo fare la stessa cosa.

Ma dopo aver spento i riflettori sulla riscoperta dei muri , che grazie a Dio stanno bene, respirano e non erano pieni di umidità come sostenevano vari esperti, si inizia a vagliare come in una scena del crimine alcune cicatrici dell’intonaco. Si, adesso si vede di tutto, piccole fessure di assestamento, buchi nei muri, screpolature dell’intonaco, ondulazioni vistose. E la sera con il buio, con il faro alogeno su treppiede che ha lasciato il pittore queste anomalie diventano inquietanti, tanto da far venire il rimorso di tale operazione che doveva essere liberatoria, ma adesso ci sta confezionando un incubo che si incupisce sempre più con il calare della notte. Iniziano le consultazioni familiari: caro, ma si vedranno questi buchi con la pittura? Le fessure di assestamento si riapriranno? E tutte quelle ondulazioni, spariranno? E così inizia l’interrogatorio più lungo della nostra vita sulle pareti di casa, il mondo attorno a noi, il gossip, le notizie, il nostro lavoro non conta più e in preda a una nuova visione di problemi che sono subentrati a casa nostra o meglio che si nascondevano a casa nostra , e che adesso si devono eliminare al più presto.

La soluzione migliore e’ attendere l’arrivo del pittore domani alle 8.00

(continua……..)  la parte 2/3 sara’ pubblicata il 13 Novembre 2010