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Total White

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Total white e’ l’espressione del momento .

Non e’ insolito in questo periodo consegnare lavori dove i soffitti e le pareti sono di colore bianco e se possibile anche le porte e i mobili. E’ una tendenza che offre vantaggi non indifferenti: piu’ luce, sensazione di maggior spazio, liberta’ nell’arredare la casa e infine…total white e’ la casa del momento. Cio’ non significa che sia necessario dare solo un imbiancata alla casa. Per ottenere un risultato contemporaneo e raffinato , non dimenticate il ruolo del cartongesso. Un architetto o interior design potra’ fornirvi utili progetti in tal senso.

Di seguito un lavoro realizzato da Ideacolor dietro progettazione studio di architettura .

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Polistof

Il Polistof , materiale di pregio per finiture di interni, rappresenta un prodotto di punta per un ambiente raffinato ed elegante.

Non a caso e’ un prodotto proposto da architetti attenti alle esigenze e ai gusti di chi abita soprattutto in grandi centri urbani, infatti in questi contesti si predilige la pittura opaca, morbida al tatto e non appariscente. Per chi vuole coniugare il tutto con qualche riflesso di luce lo puo’ fare aggiungendo L50 col. 301 (brillantini da aggiungere al polistof).

Di seguito alcune foto:

Ricoh Company Ltd.

Ricoh Company Ltd.

Questi sono solo alcuni esempi di effetto tessuto polistof. Inutile dire che chiunque vede per la prima volta questo materiale non resiste alla tentazione di toccarlo. Non vi preoccupate, perche’ non si sporca, non si vedono impronte  e infine ricordate che e’ lavabile.

Il primo lavoro effettuato da Ideacolor e’ stato a Catania nel 2004, in un ristorante del centro.

La particolarita’: primo lavoro effettuato a Catania con tale prodotto, fornito da Fassari srl, rivenditore di colore, prodotti decorativi e carta da parati.

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Idee esclusive

Le tendenze nel colorare le pareti di casa sono dettate spesso e volentieri da cataloghi e brochure che ci danno un idea di come uscire fuori dagli schemi convenzionali.

Per citare alcune tendenze: una parete di colore scuro in una stanza;una parete con la carta;le pareti con prodotti decorativi a effetti metallizzati, ferro antichizzato, prodotti a rilievo  e via dicendo. Ma come per ogni copione, pochi osano contraddire l’idea generale che il colore si delimita grazie agli angoli o spigoli.

Che dire se le divisioni di colore sono realizzate all’interno della parete?

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Questa parete a pannelli orizzontali e’ il frutto di 2 colori skyline Paramatti. Il tutto e’ arricchito da strass swarovski nella sezione bianca e dorata.

In questa foto si apprezzano i contorni che sono il frutto di un lavoro meticoloso fatto con il nastro di carta.

Negli spazi bianchi e dorati sono incastonati strass swarovski, che di giorno con luce solare e di sera con luce artificiale donano quel tocco equilibrato di riflessi di luce.

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In questo caso e’ stata realizzata una cameretta con pannello verticale che accompagna la scrivania (dx foto) e un pannello formato da un quadrato dopo l’altro che parte dal pavimento e rigira sul soffitto. Ancora una volta il materiale utilizzato e’ Skyline Paramatti , che si presenta allo stesso modo nella cartella Karma Vip.

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In questo caso vediamo un altro metodo di colorare . L’idea e’ suggerita da forme o spazi che si creano in modo involontario e che trovano risalto con il colore, in questo caso ultrasaten oikos.

Oltre al colore fucsia, sul soffitto si puo’ notare una fascia di grande dimensione di colore grigio, Polistof con aggiunta di polibril, che rigira nella finta trave in cartongesso sopra la mensola del mobile.

Anche questa finta trave , in armonia con l’irregolarita’ delle forme e dei colori e’ tronca.

Questi sono solo alcuni esempi di cio’ che si realizza con nastro di carta, fantasia e …pazienza. Il risultato e’ una casa diversa dagli altri.

La ditta Ideacolor promuove l’originalita’, e dopo un timido riscontro da parte dei clienti nel lontano 2003, adesso si ritrova a realizzare tante idee originali.

Il percorso e’ cosi’ articolato: proposte dalla ditta Ideacolor per effetti e forme diverse;  richieste da parte della committenza di inventarci qualcosa ; e chiaramente disegni e progetti di architetti e ingegneri.

A breve altre foto di pareti effetto griglia, soffitto simile codice a barre, soffitto con pois colorati, archi rifiniti in modo originale, quadrati nel soffitto e tanto altro ancora.

 

 

 

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Cartongesso e colori moderni

Colori moderni.

Scegliere i colori per i propri ambienti e’ una piacevole sfida.

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massimo mangiarratti

Partiamo dal fucsia (ultrasaten opaco oikos) e l’abbinamento con la tenda .

Per dare risalto al colore lo sfondo della parete e soffitto e’ bianco (ultrasaten opaco oikos)

L’orologio a parete riprende i colori della parete attrezzata e l’effetto puzzle del cartongesso grigio.

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In questa foto ci concentriamo sul cartongesso .  L’idea e’ nata dall’esigenza di nascondere una botola che permette l’accesso al vano terrazza ( utile solo per ispezione recipiente acqua e antenna tv). Per evitare un decentramento della  botola, si e’ creato un puzzle di 8 quadrati sovrapposti e con dimensioni diverse, di cui uno ispezionabile, quello in cui si vede la fessura a sx.  E’ ovvio che la fessura si vede dal lato secondario della stanza e l’intero quadrato scorre in direzione laterale.

La pittura che rifinisce il tutto e’ il polistof con aggiunta di L50.

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massimo mangiarratti
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massimo mangiarratti
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massimo mangiarratti

Per la realizzazione del lavoro:
Idea e realizzazione : Mangiarratti Massimo
Colori: Oikos
Decorativi: Polistof
Cartongeso : Knauf
Tendaggi e cuscini: Veronica Cinzia
Effetto brillante : strass swarovski
Pareta attrezzata : Caf Arredi

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Strass swarovski

Volete una novita’ per le pareti di casa vostra?

Gli strass sono un opzione interessante, perche’ oltre al design e all’originalita’, come per ogni cosa che brilla, ne siamo incuriositi e in definitiva attratti.

Lo si puo’ applicare seguendo linee precise o formando linee tratteggiate con gli stessi strass.

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Dal classico al moderno, posizionare strass in base al proprio estro puo’ essere un idea brillante…. in tutti i sensi!

Le foto:

in grigio il polistof con aggiunta di polibril
In fucsia: ultrasaten oikos
in bianco ultrasaten oikos

 

 

 

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Porte interne kreos oikos

Avete mai provato a verniciare le porte interne?

In base ai costi per un ottimo lavoro, e la concorrenza offerta da porte nuove verniciate dalla fabbrica sembra che il discorso sia chiuso.

Allora che ne pensate di dare un tocco esclusivo alle vostre porte, uscendo fuori dalla sfera del convenzionale?

Ecco un esempio:
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La porta di tipo comune, standard industriale , e’ stata rifinita con il Kreos , materiale dell’Oikos, che oltre ad essere ecologico , dona alla porta un rilievo striato in orizzontale, uguale, ripeto, uguale alle pareti della scala.

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porte 12                                                             porte 13

Questa e’ solo una delle tante opzioni per decorare le porte e renderle simili alle pareti.

I vantaggi sono: originalita’ ed esclusivita’

A lavoro finito, aggiungete una maniglia nuova e nessuno credera’ che quelle erano le vostre porte.

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Scrivania in cartongesso

Nei lavori in cartongesso non esiste limite alla fantasia.

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A volte puo’ essere creativa ed estrosa , ma spesso puo’ rendere un utile servizio al cliente.

Il progetto tiene conto degli spazi a disposizione e di tanti dettagli concordati con il cliente:

  • altezza del tavolo,
  • ampiezza,
  • profondita’ delle mensole
  • capienza.

Non solo, come si vede nelle foto sono stati predisposti fori e passaggi  per:

  • computer,
  • radio
  • casse acustiche.
  • lampada

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La resistenza e’ garantita da un fissaggio sicuro su tramezzo in cartongesso con orditura verticale, sulla quale si incrociano i montanti del tavolo e delle mensole, con struttura portante in orizzontale.

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Inoltre per evitare che si possano rompere gli spigoli con urti , il tutto e’ stato rinforzato con paraspigoli zincati nascosti dallo stucco e colore.

Abbiamo percorso all’indietro alcune fasi salienti del lavoro, per dimostrare la solidita’ del cartongesso e la versatilita’. Per la durata nei vari lavaggi delle superfici piane e’ indicato uno strato di plexiglass o vetro, o un rivestimento in legno, che ne garantisce  resistenza e bellezza.

Infine alle spalle della scrivania, proprio di fronte all’ingresso, sono state realizzate delle nicchie a scopo estetico, sfruttando spazi ridottissimi.

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Come avete notato , e’ stato inserito nella parte alta il vetro mattone trasparente.

Il tutto su un tramezzo in cartongesso!!!!

Dimenticavo,….. dove avete visto il telaio della porta, quello e’ di tipo scrigno, con porta scorrevole dentro il tramezzo in cartongesso.

Un concentrato di idee, di soluzioni, di creativita’ e funzionalita’.

Un grazie al cartongesso e al cliente che si e’ fidato dei sistemi costruttivi a secco e delle proposte progettuali che adesso sono realta’.

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I ricordi della carta da parati PARTE 3/3

I ricordi della carta da parati       PARTE 3/3

Il colpo di scena si consuma proprio in una delle tante vetrine del centro commerciale, ……dello stesso centro  commerciale , che ci ha fatto respirare gli odori dei colori a noi sconosciuti, che ci ha reso insegnanti e artisti degli abbinamenti.

Improvvisamente ci colpisce una pittura davvero particolare.

Non sappiamo spiegarla, anche se ci siamo fatti una cultura dell’intero colorario, questa parete ha qualcosa di diverso. Ai nostri occhi appare una serie di strisce colorate in orizzontale, di colore fucsia, verde e azzurro, ma con una precisione nei contorni del colore davvero impressionante. Non c’e’ la minima traccia di sbavatura, eppure il pittore ci spiegava che a volte il nastro di carta non garantisce la perfezione nei contrasti di colore. C’e’ qualcosa di misterioso ma allo stesso tempo familiare in quella parete colorata, molto bella e vivace.

Questo si che e’ moderno allo stato puro , sia nella forma che nel colore.

Ma lo shopping ha le sue priorità, per cui via per altri negozi, dove tra offerte, saldi e sconti l’attenzione viene catturata da una parete posizionata dietro la cassa e con estrema precisione contiene 3 enormi cerchi in rilievo di effetto lucido, di piccolo spessore ma con un grande diametro .  L’ammirazione e’ superlativa di fronte a tale perfezione.

Chissà se il mio pittore e’ in grado di fare questo.

Il pensiero va a Giotto che di cerchi se ne intendeva, ma tale precisione e’ invidiabile.

Quasi dimenticando che nei negozi si va per fare spese o per essere aggiornati sulle ultime tendenze in fatto di moda , la curiosità diventa sempre piu’ forte, si la curiosità di vedere altre pitture particolari.

Stando fermi all’ingresso, in linea con la vetrina , nel negozio successivo si scorge uno sfondo nero con disegni colore argento, posti in un una piccola parete che sembra sospesa nel nulla in quanto ancorata con cavi d’acciaio dall’alto.

Subito ci affacciamo al negozio successivo per scoprire 2 pareti con un motivo ricorrente nelle carte da parati degli anni 70, e inizia a venirci un inquietante sospetto,…… sembra di essere inseguiti dallo spettro della carta da parati di casa nostra che si camuffa , si mimetizza, ma che e’ sempre di fronte a noi. Ma e’ un sospetto, chiaramente, non abbiamo le prove, perché non c’e polvere nei muri, non ci sono giunture, non c’e carta strappata, quindi concludiamo che e’ pittura che imita la carta.

Qualcosa cambia nel respiro, i battiti del cuore sono aumentati e non sappiamo se e’ per via della affannosa ricerca di vedere e capire o se e’ perché  inconsciamente cerchiamo qualcosa di smarrito. Ma e’ proprio sul rafforzamento della nostra convinzione che cade il nostro alibi, in quanto un gigantesco fiore damascato di colore nero troneggia unico e solo in una parete che gli fa da sfondo il bianco. Tale vista ci toglie quasi il respiro . Quel fiore e’ enorme.  E’ come se avesse inghiottito tutti i fiori della carta del salone che abbiamo staccato, sembra che ha 2 occhi, che ci fissano, quasi indispettiti, ma commossi di averci rivisto, perché il suo posto e’ pur sempre tra gli umani. Ma rivederci, e’ come una missione compiuta, un desiderio che vale tanto, una ricompensa per essersi venduto per stare li impalato ad osservare e adesso dopo migliaia di sguardi, incrociare i nostri occhi. In effetti si chiede se dopo tanti anni lo riconosci, dopo che ti ha protetto e condiviso per tanti momenti.

Sembra un superstite di una catastrofe, che si e’ sentito abbandonato, stavolta non solo gli abbiamo girato le spalle , ma lo abbiamo anche calunniato e indicato come nemico delle nostre case.

Eppure e’ vivo, si quel fiore nonostante le intemperie si e’ adattato , modificato e proposto nuovamente con classe, ma stavolta ha preferito sfruttare il businnes e mettersi in mostra nei migliori negozi, passando dalle eleganti consulenze degli architetti e dalle proposte degli interior design, al posto del pittore che lo transitava da una casa all’altra stipato in una pagina di un campionario , numerato e schedato come un prigioniero, avvilito dai commenti a volte superficiali e offensivi di chi li sfogliava velocemente o dettato solo dal risparmio.

L’emozione e’ grande, il rimorso lo avevamo attenuato, ma qualcosa ci mancava, il calore e la perfezione  della carta da parati.

E’ proprio vero che le cose si apprezzano quando mancano, e così con un tuffo al cuore misto ai ricordi di gioventù chiamiamo il pittore, che purtroppo non aveva potuto lasciare nessuna traccia sui muri candidi e adesso con la carta , diamo pure a lui una seconda possibilità; visto che può ripetere il gesto che compì G.M.  indicando con grande onore  il suo nome M.M , si la seconda generazione, il figlio che tra il rispetto del padre che mise la stoffa e l’amore per le novità si era prestato a tale crudele operazione.

La sensazione e’ straordinaria, ogni cosa sembra essersi messa al suo posto: il cliente e’ contento e si e’ reso conto che i suoi figli non staccano la carta in quanto giocano con playstation  e chattano con Iphone di ultima generazione, G.M e’ stato  ricordato come un grande maestro  e M.M  ha toccato con mano che ogni cosa e’ moda, ogni cosa ha il suo corso, ogni cosa e’ dettata dalla pubblicita’, ma la serieta’, l’impegno, il rispetto dura per sempre.

By Max  (Ideacolor)

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I ricordi della carta da parati PARTE 2/3

I ricordi della carta da parati PARTE 2/3

 

Appena suona il campanello un sussulto accompagna la famiglia che non ha chiuso occhio sulle insidie divenute quasi strutturali per via delle esagerazioni delle loro valutazioni.

E così, al buongiorno allegro e spensierato del pittore si contrappone un viso scuro e agitato che sull’uscio di casa blocca i personaggi, immobilizza gli sguardi e da cui si comunica solo mentalmente , ognuno per conto suo.

Il pittore pensa: cosa e’ successo? Forse ha cambiato idea sul lavoro pattuito, oppure:  abbiamo lasciato la luce accesa ieri? E mentre le domande si affollano sull’ignaro pittore che sembra quasi in trance , ipnotizzato da quella figura del cliente con un espressione non ancora catalogata, inizia a sentire la prima frase: “venga con me , devo farle vedere una cosa”.

Mai sono stati così interminabili quei metri che separano l’ingresso al salone e una volta giunti li’ il pittore non capisce cosa sia cambiato, visto che e’ tutto uguale al giorno prima. E’ questione di frazione di secondo che una valanga di obiezioni relative alle asperità del muro ricoprono per intero il pittore, che con proverbiale pazienza tira un sospiro di sollievo e spiega con calma tutti i processi lavorativi necessari per la riuscita di un buon lavoro.

Con estrema calma, presenta i vari passaggi e materiali come se stesse parlando di un intervento chirurgico, presentandoci il primer, che serve ad ancorare qualunque materiale alle pareti,  paragonandolo al disinfettante, per eliminare quelle tracce di colla che altrimenti farebbero irritazione con lo stucco. Poi ci rassicura come un bravo ortopedico, che il gesso tanto utile per le fratture e le lesioni e’ quello che serve per riparare gli assestamenti , insieme alla garza, anzi per non sbagliare  prescrive di ingessare tutta la stanza . Poi aspettiamo che si asciughi, e procediamo con delle spugnette abrasive per evitare gli eccessi , operazione polverosa, ma che da bravo medico della casa, viene effettuata con mascherine. Infine, dopo una ripulita, una mano di fissativo per eliminare ogni traccia di polvere, un po’ come un collirio, si e’ pronti per la tinteggiatura.

Sono le 8.07 e finalmente e’ stata riportata la serenità nella famiglia, che per una sera aveva cercato di mettere a tacere il rimorso di un lavoro sempre rimandato per paura degli sconvolgimenti.

Eppure in tutta questa analisi minuziosa dei perché e per come, era sfuggito un dettaglio che era nella parete della porta, proprio in alto, dove c’erano 2 iniziali. Erano rimaste li da circa 20 anni quelle lettere G.M che indicavano l’autore di quel lavoro relativo alla stoffa, che adesso veniva demolito. Non erano due lettere scritte alla perfezione, infatti erano scritte con il pennello che si usa per pitturare gli angoli delle stanze, e il colore usato altro non era che lo stesso del soffitto. Chi mise quelle iniziali sapeva che sarebbero state nascoste dalla stoffa, ma come per smania di fama, anche se nascosta, o per soddisfazione nel poter rivedere tale sigla o pensando che qualcuno si sarebbe chiesto chi era costui in fase di successivo restauro, era orgoglioso di aggiungere quest’altra firma ignota a tante altre.

E pensare che quando G.M aveva consegnato tale lavoro aveva visto la soddisfazione del cliente dipinta nel suo viso, era stato pagato per l’opera delle sue mani, per l’intelligenza prestata nel nascondere giunture e difetti, per la consulenza nel proporre la stoffe che avrebbe dato piu’ calore agli ambienti e avrebbe nascosto i difetti delle pareti.

Ma adesso a dispetto di quella sigla che chi la pose sperava di rivederla, il tradimento avveniva per due volte:il suo lavoro non c’e’ piu’ e chi lo rifà e’ un altro artigiano.

In fondo questo e’ relativo con l’attentato che ha ricevuto la carta e la stoffa , costringendo una lunga lista di sigle nei muri a ritrovarsi soppiantati da artigiani giovani che dovevano solo spingere un rullo e da una lunga schiera di hobbisti che apprendevano lezioni dai negozianti.

Questo ha fatto nel tempo scomparire gli artisti nel settore, quelli che non tagliavano la carta agli angoli, che nascondevano bene la giuntura dove il disegno non corrispondeva, che foderavano armadi, porte, cornici di quadri, mantovane per le tende, che mettevano la carta nei soffitti, talvolta anche in corridoi lunghi 9 metri con fogli unici.

La vendetta sulla carta sembrava effettuata con successo.

Adesso il popolo “scarta la carta” poteva godersi la libertà e la vittoria su un epoca che li aveva oppressi. Adesso la zia , la cugina, la sposa sfoggiavano pareti bianche, talvolta beige chiaro, colore crema, altri piu’ legati ai gusti del momento si sono affidati al salmone, al verde acqua, al giallo, fino a riscoprire, sempre in nome del cambiamento i colori forti, molto piu’ forti della carta ingiallita che gli aveva segnato la vita, quali bordeaux, marrone, blu cobalto, arancione, viola.  Ma poiche’ non e’ carta e i muri respirano anche se sembrano polmoni intossicati, va bene lo stesso, a limite vicino a questi colori mettiamo delle belle lampade, cosi’ il colore sembra piu’ chiaro, logico  no?

Ma ci siamo chiesti da dove e’ venuta l’idea di tale cambiamento? E’ frutto solo della nostra infanzia o ci sono altri elementi? In effetti tutti i negozi presenti nei centri commerciali, da etnapolis (Catania) alla Corte Lombarda (Milano) alla stessa stregua di  una sfilata di moda, ci propongono una macchia di colore vivace, che a furia di trovarla in ogni negozio,a volte viola, o bordeaux , ci affascina e ci fa sognare casa nostra piu’ colorata.

Ma il vero colpo di scena  e’ dietro l’angolo.

(continua……)       la parte 3/3 verra’ pubblicata il 20 Novembre 2010

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I ricordi della carta da parati PARTE 1

I ricordi della carta da parati PARTE 1/3

Non e’ facile trovare qualcuno che non abbia mai visto una stanza o una parete rivestita con carta da parati. Forse, la nostra visione va’ alle nostra infanzia, dove nelle nostre camerette rivestite con la carta, con tanto impegno ci siamo cimentati a scrivere il nostro nome , o i nostri graffiti e per ultimo abbiamo iniziato a staccarne pezzetti , con conseguente rimproveri da parte di mamma e papà.

Tra l’altro, nella “stanza intoccabile” , il salone , regnava un fiore damascato che si ripeteva all’infinito, come ad ipnotizzare e avvolgere l,ospite in un reame diverso dalla realtà , pieno di stucchi decorati, rosoni, lampadari di cristalli, cordoncini, tende e tanta, tanta, ma tanta carta da parati con il senso di immortalità. E forse e’ stato proprio quest’ultimo elemento a scatenare nel piccolo divenuto grande ….. la grandissima voglia di cambiamento , quella iniziata nella propria cameretta, ovvero avere una casa senza carta nella maniera più assoluta.

Chissà se inconsciamente e’ stata una vendetta , perché mentre la carta rivestiva le case , noi venivamo spogliati dalla libertà di toccare i muri, di appoggiare i giocattoli o addirittura di accendere l’interruttore della luce se non c’era quella mascherina di plastica : il salva carta, talvolta anche visibile al buio.

Così la voglia di libertà, di cambiamento, di segnare anche noi un epoca diversa ci ha indotti allo sterminio della carta da parati considerandola antiquata, patriarcale (perché c’era anche dalla nonna materna e anche da quella paterna, dalla zia, dalla cugina, ecc) obsoleta, nemica della respirazione dei muri , raccoglitore di polvere, con le giunture che si staccano, che tiene i quadri prigionieri, in quanto se li sposti, rimane il rettangolo più chiaro, e via dicendo.

E se questo processo lo ha subito la carta, sia essa vinilica, inglese, a spessore, provate a immaginare la triste fine della stoffa.

Sovrana incontrastata dei migliori saloni e di interi appartamenti di famiglie abbienti, adesso andava al più presto rimossa. Il momento e’ della massima importanza, perché se quella stoffa potesse parlare, chissà quali persone ha visto che gli hanno dato le spalle, ma nel contempo anche il viso e i sorrisi e i convenevoli insieme ad un fugace sguardo, o una profonda ammirazione di tale tessuto. Chissà quanti discorsi hanno confezionato queste pareti e quante donne hanno toccato il tessuto per valutare la preziosità e l’eleganza di quell’effetto, che tra invidia e stupore hanno pensato di imitare.

Ma adesso si sente il tonfo di una scala appoggiata a terra, i mobili vengono trascinati con la forza e in breve tempo viene strappato il primo foglio con violenza e precisione, ma in effetti rimane uno strato ben appiccicato al muro, come se una parte di tante eleganza volesse rimanere ancora li perché sapete , dopo decenni ci si affeziona agli umani, ma ecco che si sente un altro strappo e ancora un altro e in breve tempo la stanza e’ svestita ma nello stesso tempo rivestita da uno strato beige-giallastro, uniforme, come se fosse una seconda pelle. Sembra quasi una sorpresa per i proprietari che la stoffa non si tolga con tanta facilità, ma non riescono a tradurre quest’ultimo accorato appello alla pietà.

Improvvisamente piove acqua sul muro e quel colore diventa sempre più giallo, più scuro. Non sono lacrime, anche se il momento e’ triste, ma e’ un artigiano che con un pennello bagna ripetutamente con acqua le pareti e infine, dopo aver atteso un po’ di tempo annienta la stoffa o quel che ne rimane con una spatola che con colpi precisi e regolari cade a terra , volteggiando fino al pavimento, dove viene calpestata e infine raccolta senza degna sepoltura .

Finalmente liberi………….e a seguire i commenti dei proprietari: questa stanza sembra più grande, ma com’e’ luminosa.

Le parole sorprese dei parenti che assistono saltuariamente a lavori: ma sembra un’altra casa, anche io devo fare la stessa cosa.

Ma dopo aver spento i riflettori sulla riscoperta dei muri , che grazie a Dio stanno bene, respirano e non erano pieni di umidità come sostenevano vari esperti, si inizia a vagliare come in una scena del crimine alcune cicatrici dell’intonaco. Si, adesso si vede di tutto, piccole fessure di assestamento, buchi nei muri, screpolature dell’intonaco, ondulazioni vistose. E la sera con il buio, con il faro alogeno su treppiede che ha lasciato il pittore queste anomalie diventano inquietanti, tanto da far venire il rimorso di tale operazione che doveva essere liberatoria, ma adesso ci sta confezionando un incubo che si incupisce sempre più con il calare della notte. Iniziano le consultazioni familiari: caro, ma si vedranno questi buchi con la pittura? Le fessure di assestamento si riapriranno? E tutte quelle ondulazioni, spariranno? E così inizia l’interrogatorio più lungo della nostra vita sulle pareti di casa, il mondo attorno a noi, il gossip, le notizie, il nostro lavoro non conta più e in preda a una nuova visione di problemi che sono subentrati a casa nostra o meglio che si nascondevano a casa nostra , e che adesso si devono eliminare al più presto.

La soluzione migliore e’ attendere l’arrivo del pittore domani alle 8.00

(continua……..)  la parte 2/3 sara’ pubblicata il 13 Novembre 2010